packaging plastica

Simboli e impatto ambientale dei packaging di plastica

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Nella scorsa guida sui 21 simboli del packaging per riciclare meglio abbiamo scoperto i simboli generali del packaging dei prodotti.

Ora nel dettaglio analizzeremo i simboli ed i materiali del packaging della plastica:

  1. PET o PETE, polietilene tereftalato (poliestere), è il materiale più usato per la fabbricazione delle bottiglie di plastica, contiene ftalati che influiscono sulle attività ormonali. Conservare liquidi all’interno porta alla formazione di una tossina DEHA, possibile cancerogena per organi riproduttivi e fegato. Inoltre presenta quantità di antimonio, con rilascio di effetti negativi a livello endocrino e nervoso. Presenta un alto rischio di cancerogenità e alto impatto ambientale.
  2. HDPE o PE-HD, polietilene ad alta densità, usato per produrre le borse della spesa e confezionare molti prodotti come shampoo, latte, succhi di frutta, cosmetici. Presenta un basso rischio di cancerogenità e basso impatto ambientale.
  3. PVC, cloruro di polivinile, usato per gli infissi delle case, per le pellicole degli alimenti, carta da parati, tende da doccia, tovaglie di plastica, oggetti di finta pelle, scarpe ed abiti sportivi, giocattoli di plastica, palloni e piscine gonfiabili per bambini, salvagenti, teli di copertura dei camion, tubature, pavimenti in vinile contenitori blister, coperchi sigillanti, prodotti medicali come borse per il plasma e tubi morbidi. Purtroppo, è la plastica più pericolosa per la nostra salute e nuoce per l’elevata quantità di ftalati. Presenta un alto rischio di cancerogenità e basso impatto ambientale.
  4. LDPE o PE-LD o LLDPE, polietilene a bassa densità, composta da carbonio ed idrogeno, viene usato per pellicole per alimenti, borse per la spesa, sacchi per la spazzatura, cartoni per il latte fresco, succhi di frutta, coperchi per barattoli, giocattoli. Presenta un basso tasso di cancerogenità e basso impatto ambientale.
  5. PP, polipropilene, nella sua produzione si fa largo uso di ftalati e viene usata per componenti d’auto, colini, imbuti, scolapasta, giocattoli, contenitori per alimenti o acqua, tazze, tappi di bottiglie di tutti i tipi, sacchi, borse, prodotti di arredamento, oggetti di cancelleria e innaffiatoi. Presenta alto tasso di cancerogenità e basso impatto ambientale.
  6. PS, polistirene o polistirolo, prodotto a partire dal benzene, usato per contenitori per alimenti da asporto, contenitori per uova, carne e formaggi, contenitori per gelato, contenitori per yogurt, materiale isolante per imballaggi di tutti i tipi, applicazioni di plastica dura: tazze, giocattoli, contenitori CD e rasoi usa e getta. La confezione o il sacchetto realizzato in questo materiale assorbe e rilascia agli alimenti le proprie particelle plastiche. Rende l’alimento altamente cancerogeno, crea gravi danni al sistema nervoso con conseguente rischio della perdita di udito ed aumento del rischio di leucemia e linfomi. Presenta alto tasso di cancerogenità e alto impatto ambientale.
  7. Tutte le plastiche di altro tipo hanno riscontrato problemi agli organi riproduttivi, aumento del cancro al seno ed alla prostata, menarca precoce nelle bambine, declino della qualità dello sperma maschile, disturbi del metabolismo, fra cui diabete di tipo 2 e obesità, e problemi neurocomportamentali come il disordine d’iperattività (ADHAD) e, persino, l’asma allergica. Il BPA, contenuto in alcune plastiche viene usato per costruire contenitori d’acqua riusabili per uffici, bottiglie per bibite, succhi e ketchup, tegami per forni a microonde, rivestimento interno dei barattoli e scatole per alimenti, scontrini di cassa termici, ma anche i biberon. Il BPA modifica l’espressione dei geni, intacca il funzionamento delle cellule nervose e lo sviluppo del sistema nervoso centrale, predisponendo a disturbi dello sviluppo neurologico, come l’autismo.

Tutta la plastica non essendo riciclabile e smaltibile per l’ambiente, deve essere consumata e acquistata sempre meno fino alla totale scomparsa o realizzazione esclusiva in bioplastica.

Nelle nostre città realizziamo sempre più inceneritori, termovalorizzatori e biodigestori per arginare il problema.

Stiamo davvero procedendo verso la direzione giusta?


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