calcio ecosostenibile

Il calcio ecosostenibile in tre passi

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Il calcio ecososostenibile rappresenta una delle prossime sfide da affrontare in quanto i mutamenti climatici ci spingono a cambiare il nostro stile di vita.

Lo sport non può essere esente da questi cambiamenti. Anzi, può essere un mezzo efficace per trasmettere un segnale di cambiamento.

Il calcio, senza ombra di dubbio, può rivestire un ruolo importante dal punto di vista sociale per la sua capacità di coinvolgere e influenzare una grande quantità di persone in tutto il mondo.

Per questo, nel seguente articolo ho deciso di analizzare e formulare delle proposte per migliorare la sostenibilità ambientale dell’industria calcistica, tra quelle con il giro d’affari più grande al mondo.

Come rendere il calcio ecosostenibile?

Le tre proposte presentate in questo blog post abbracciano l’universo calcistico tout-court.

Tra le fonti utilizzate vi sono il sito dell’UEFA (Union of European Football Associations), ma anche gli studi su questo argomento raccolti nell’articolo della rivista scientifica Wired.

1- Cambiare le attrezzature base del calcio

Nonostante l’UEFA abbia lanciato un’iniziativa per favorire la sostenibilità ambientale, sono ancora molte le cose da fare. La plastica è il materiale più usato per realizzare prodotti ed oggetti sportivi nel mondo del calcio.

Magliette, pantaloncini, calzettoni, scarpini, tute fanno parte dell’outfit del calciatore. Tutti questi prodotti sono realizzati perlopiù in fibre sintetiche e componenti plastici o realizzati da materia prima fossile riciclata. Sarebbe opportuno che i noti brand fornissero indumenti in cotone o altre materie prime di origine naturale alle società sportive come avviene nel caso degli inglesi del Forest Green Rovers.

Vediamo insieme di che materiale devono essere gli altri oggetti fondamentali per una partita di calcio:

  • Il rivestimento del pallone, la rete delle porte in poliestere, oggetti dell’arbitro ed assistenti devono essere realizzati con bioplastica vegetale al 100%
  • Il terreno di gioco in erba naturale
  • Borracce riusabili in acciaio inox

Per quanto riguarda le macro – attrezzature, ossia le infrastrutture come gli stadi va sottolineata una netta inversione di tendenza negli ultimi anni.

Modello di ecosostenibilità in ambito calcistico è il Wanda Metropolitano di Madrid.

Tra le caratteristiche dell’impianto madrileno ci sono:

  • L’utilizzo della tecnologia di illuminazione a led, che consente una riduzione del consumo energetico di circa il 30%.
  • L’uso dell’energia solare consente di ridurre le emissioni di CO2 per la produzione di acqua calda.
  • L’acqua piovana, attraverso una sistema di quattro serbatoi, contribuirà all’irrigazione del rettangolo verde.

Un primo segnale è arrivato anche dall’Italia per quanto concerne la realizzazione di sediolini prodotti per il 40% con materiale riciclato per lo stadio del Pontedera.

Un primo step a cui è necessario dare seguito nei prossimi anni.

2 – Ottimizzare i trasporti degli atleti

Un altro tasto dolente per creare un calcio ecosostenibile è quello dei trasporti. Spesso, i calciatori compiono lunghe trasferte continentali e transcontinenatali.

Una soluzione meno impattante potrebbe essere quella di limitare i trasporti in aereo sul territorio nazionale e preferire gli spostamenti tramite sistema ferroviario. L’impiego di autobus elettrici per gli spostamenti brevi sul territorio è un altra proposta che i club potrebbero adottare.

Poi un accenno va fatto anche ai calciatori che compiono spesso il tragitto da casa al centro d’allenamento con la bicicletta o altri mezzi di trasporto non inquinanti.

Purtroppo, non tutti la pensano allo stesso modo provando a contribuire individualmente al benessere e alla tutela dell’ambiente.

3 – Rendere sostenibile lo stile di vita del calciatore

La vita del calciatore è un modello per tanti giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo del calcio.

Per rendere il calcio ecosostenibile è necessario che i calciatori già affermati facciano scuola ai colleghi più giovani. Sui social i calciatori sono degli influencer che possono condizionare le abitudini di consumo dei tifosi, ma anche dei fan di un determinato giocatore.

Spesso, troviamo icone famose come Ronaldo, Messi, Neymar e qualsivoglia giocatore indossare capi firmati e influenzare tanti giovani nell’acquisto di prodotti di note marche.

Come possono i calciatori fare la differenza:

  1. Basta all’usa & getta e sì al riuso. Non è ammissibile che i calciatori possano far uso di una quantità infinita di maglie e pantaloncini che spesso vengono gettati dopo una sola partita.
  2. Proporre la cultura della sponsorizzazione di pratiche pro-ambiente insieme ad altri personaggi importanti del mondo calcistico.
  3. Non prendere parte a iniziative pubblicitarie legate ad aziende o enti che espongano prodotti ad alto impatto ambientale. Ad esempio, smettere di pubblicizzare capi in fibre plastiche.

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