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6 modi per creare un’economia sostenibile? - Climate change is real
Economia sostenibile

6 modi per creare un’economia sostenibile?

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Spesso diciamo: “Siamo piccoli per cambiare il mondo, non abbiamo il potere per farlo”.

Tuttavia, il mondo ruota intorno a noi, quindi possiamo orientarla a nostro piacimento purché si muova in modo collettivo verso un’economia sostenibile. Il fine è far capire alle aziende che non si gioca con il nostro futuro.

Dobbiamo cambiare tutto!

Ma è impossibile dicono i più.

Non direi. La stessa cosa avviene, con le dovute proporzioni, con i programmi televisivi: i meno visti, seguiti scompaiono dai palinsesti.

La stessa azione, la stessa scelta va fatta in termini di abitudini di consumo, di stili di vita.

Protestare è giusto per cambiare, ma non è sufficiente!

Devono esserci azioni concrete da parte di tutti per vincere questa battaglia ambientale.

Ok, ma come posso dare il mio contributo?Bene, ti scriverò dei consigli per migliorare l’attuale sistema e per orientarlo verso la sostenibilità economica e ambientale.

Punto 1: Possiamo vivere senza i combustibili fossili

Con il petrolio si possono realizzare tantissime cose, perciò è stato chiamato “l’oro nero”.

Tuttavia, con il passare del tempo si è capito che tutta questa ricchezza stava distruggendo il pianeta.

Ciò nonostante, non sono state poste azioni per mitigare l’utilizzo dei combustibili fossili che resta la principale fonte di inquinamento.

Uno dei prodotti realizzati con il petrolio è la plastica.

Pensaci, la plastica che usiamo quotidianamente per moltissime azioni, dal vestiario alle buste per la spesa.

Ci sono diverse soluzioni adottabili ogni giorno.

Porta sempre con te le buste della spesa e usa solo buste di cotone per frutta e verdura. Non acquistare più buste di plastica!

Oggi, molti vestiti sono realizzati con fibre plastiche e non usano prodotti ricavati dalla natura. Compriamo solo capi realizzati in modo naturale. Per esempio il cotone si ricava dalla pianta del cotone;

Le nostre auto a benzina o diesel stanno inquinando il pianeta. Comprare un’auto elettrica è una ottima soluzione, ma in pochi sanno che anche l’energia elettrica delle colonnine che troviamo per le strade viene prodotta da combustibili fossili. La soluzione sostenibile anche per risparmiare nel futuro è creare, nel luoghi dove parcheggiamo la nostra auto elettrica, una ricarica di energia con pannelli fotovoltaici. Così faremo del bene all’ambiente e non saremo schiavi dei costi di elettricità.

I riscaldamenti e l’elettricità delle nostre case e degli uffici pubblici inquinano molto perché alimentate da combustibili fossili. La soluzione è sfruttare l’energia del sole per creare la soluzione green più conveniente.

Quando vogliamo riparare gli oggetti, vogliamo effettuare una ristrutturazione della nostra casa, possiamo cercare su internet i materiali bio-sostenibili per la nostra casa. Ci sono tanti materiali bio-building! Ricorda che spesso i materiali naturali non solo fanno bene alla salute e non sono nocivi, ma sono anche degli ottimi isolanti.

Non compriamo i chewing-gum perché contengono il polisobutene, una gomma a base sintetica originata dai combustibili fossili.

La direzione che porta all’economia sostenibile richiede molti sforzi in questo senso.

Punto 2: Evita prodotti usa e getta

Di solito, i prodotti usa e getta sono di plastica. La plastica è stata la grande invenzione, ma parimenti una grande rovina per l’uomo e per la natura

La plastica fa male alla salute e contamina il nostro cibo, spesso contenuto in imballaggi in plastica.

Secondo Eco Leah, nei nostri oceani si trovano:

  • 2.117.931 Sigarette
  • 1.140.222 Contenitori e imballaggi di cibo
  • 1.065.171 Bottiglie di Plastica
  • 1.019.902 Buste di plastica

Partiamo dalle sigarette, che non sono un bene di prima necessità. Si potrebbe benissimo fare a meno. Le recenti leggi sul fumare sulle spiagge e le iniziative Plastic free vanno in questa direzione per indurre le persone a smettere di fumare.

Per quanto concerne contenitori e imballaggi del cibo si confida nel buon senso delle aziende fornitrici e nell’uso poco impattante di tali involucri.

Leggo spesso di persone che sostituiscono le bottiglie di plastica con borracce. Va detto che sovente le borracce sono realizzate in alluminio, un prodotto cancerogeno!

Continua a leggere perché sveleremo quale borraccia acquistare al punto 6!

Infine, dove credi che vadano palloncini e le lanterne cinesi che spesso lasciamo liberi nel cielo? Finiscono spesso nel mare!

Pensiamoci bene, prima di compiere azioni.

Punto 3: Possiamo vivere in equilibrio con la natura

Perché non provare a tornare alle vecchie abitudini dei nonni scemate con la globalizzazione?

Spesso andiamo al supermercato per fare la spesa, ma il miglior modo per conoscere la qualità di un prodotto è autoprodurselo. Magari, costruirsi un proprio orto lontano da agenti contaminanti.

Coltivare nel giardino di casa è un’ottima idea, così avrai la possibilità di mangiare cibo a km zero senza arrecare CO2 all’ambiente e ci sono molte app che permettono di creare e gestire un orto in casa.

I prodotti sono naturali e senza pesticidi poiché conosci la tua produzione in ogni fattore. Non solo prodotti alimentari, ma anche prodotti per la casa, per l’igiene personale etc. Pensa che esistono numerose piante che hanno le proprietà dei normali saponi:

  • La lavanda, veniva usata dalle donne del 700’ per le pulizie della propria casa. Allora venivano realizzati infusi e bagni di lavanda proprio per il suo ottimo profumo.
  • La malva è un’altra pianta usata per l’igiene intima, presenta proprietà lenitive e antinfiammatorie.
  • L’olio essenziale di camomilla è un ottimo rimedio contro il prurito, i bruciori ed i sanguinamenti.
  • La menta è un detergente ecologico, può essere usata come deodorante, ha ph 4.5, rinfresca e previene la formazione di odori.
  • L’aloe vera è usata per l’igiene intima grazie al suo alto contenuto di vitamine e sali minerali, la sua azione idratante riduce le infiammazioni della pelle.
  • La salvia è un disinfettante naturale. Ha proprietà antiossidanti e ipo-glicemizzanti, oltre che antibatteriche. Inoltre, vanta proprietà antinfiammatorie e digestive.

Infine, lo sai che strofinare le foglie fresche di salvia sui denti li rende bianchi? No? Provaci!

Queste sono solo alcune delle caratteristiche di queste piante, ma ogni pianta ha una proprietà che soppianta la tanta chimica usata oggi nei detergenti e saponi, ma anche negli alimenti.

Ricorda che tutti gli agenti chimici dei saponi inquinano le nostre falde acquifere. E non conosciamo ancora gli effetti degli stessi sugli alimenti consumati dalle persone.

Basta poco per rendere la tua impronta ecologica a basso impatto per l’ambiente.

Punto 4: Le multinazionali stanno uccidendo il pianeta!

Le multinazionali del petrolio e del cibo sono loro per la maggior parte causa dei mutamenti del nostro clima, l’obiettivo è di sensibilizzare al fine di far comprendere di cambiare strategie a queste aziende.

Cerchiamo di limitare l’acquisto di prodotti e di far capire che torneremo a comprarli quando decideranno di cambiare in favore dell’ambiente.

Ecco quali sono le 100 multinazionali del petrolio (dal 1998 al 2015) che uccidono il pianeta. Per leggere la lista completa delle 100 aziende petrolifere che emettono più CO2 recatevi su Dorsogna.blogspot.com. Le prime dieci sono China Coal, Saudi Arabian Oil company, Gazprom, National Iranian Oil Co, Exxon Mobil Corp, Coal India, Petroleos Mexicanos, Russia Coal, Royal Dutch Shell Plc, China national petroleum Corp.

Da segnalare la compagnia italiana Eni che si attesta in posizione 30, la Qatar petroleum in posizione 34.

Invece, passiamo ora a vedere quali sono le 10 aziende alimentari che inquinano di più stando al recente rapporto Oxfam: Unilever, Nestlé, Coca Cola, Kelloggs, Mars, Pepsico, Mondelez, General Mills, Associated British Food, Danone, etc… .

Il modello di economia circolare, o circular economy, fu teorizzato in alternativa al modello lineare già negli anni ’60. È rappresentato da un cerchio che tiene le risorse al suo interno il più a lungo possibile, dove gli scarti si trasformano in risorsa. L’economia circolare si basa sul modello di produzione-consumo-riciclo/riutilizzo. Alla fine del ciclo di vita di un prodotto, le materie che lo compongono vengono riutilizzate per creare altri beni. Il modello circolare (o pratiche eco-sostenibili) possono essere adottate da aziende di qualsiasi settore.

Le “3 R” dell’economia circolare: riduzione, riuso, riciclo

L’economia circolare si basa sul principio delle “3 R” (reduce, reuse, recycle): riduzione di sprechi, rifiuti, imballaggi, materie prime ed energia; riuso di un bene il più a lungo possibile; riciclo e riconversione in materia prima degli scarti.
Secondo la Ellen Macarthur Foundation, la prima fondazione non profit a mondo ad occuparsi di circular economy, i prodotti circolari devono essere progettati per essere durevoli, modulari o scomponibili, prodotti con risorse rinnovabili, o biodegradabili. Tutta la filiera produttiva circolare va gestita in chiave sostenibile, a partire dall’uso di energia pulita.

Punto 5: Meno carne e meno fast food 

Come riportato da Focus l’industria della carne sta aumentando in maniera costante la sua produzione, ma ciò può comportare gravi danni all’ambiente ed alla salute delle persone come sta avvenendo in Brasile a scapito della foresta dell’Amazzonia. L’allevamento di carni da macello è responsabile del 15% del totale delle emissioni di gas a effetto serra quali CO2, metano e protossido di azoto.

Il settore ha comportato ha fenomeni di deforestazione e di ampio utilizzo di risorse idriche. Inoltre, secondo il report delle Nazioni Unite, il consumo eccessivo di carne rossa ha comportato un aumento del rischio di cancro del colon retto e di eventi cardiovascolari. Un alimento vegetale che sostituisce le proprietà della carne sono le lenticchie.

Aumentano anche i fast food che alimentano il cosiddetto “cibo spazzatura” che danneggia la nostra salute e incrementa il consumo di carne. I mangiatori abituali di fast food vanno incontro a problemi legati all’obesità e all’insulina. Negli Stati Uniti l’abitudine di mangiare lo “Junk food” cresce ogni anno, i genitori portano spesso i loro figli in questi luoghi, nonostante siano forniti piatti non salutari.

Serve un cambiamento radicale, dobbiamo consumare meno carne.

Punto 6: Acqua ed energia in casa 

Solo in Italia beviamo 8 milioni di bottiglie di plastica l’anno e siamo al primo posto nella classifica europea come consumatori. La soluzione più semplice è comprare l’acqua alla spina o in bottiglie di vetro e borracce in vetro con guaina protettiva anti-caduta, in questo modo limiteremo il consumo di CO2.

Il vetro è un materiale indistruttibile, che viene recuperato al 100% dall’ambiente. Per l’energia della nostra casa preferiamo pannelli solari.

I governi mossi dalla spinta dell’attivista svedese Greta Thunberg hanno attivato degli incentivi per chi vuole fornirsi di energia pulita.

Conclusione

Con le nostre scelte nella vita quotidiana avete visto come possiamo rendere realmente l’economia sostenibile.

Condividete questo articolo per cambiare insieme il futuro!


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