Smart city: quali sono le 5 città del futuro

smart city Reykjavik

Quando si parla di smart city viene subito da pensare alle infrastrutture tecnologiche, alle innovazioni digitali, all’Internet of Things o ad elementi come la presenza di reti wireless aperte in ogni angolo della città.

Se da un lato il binomio smart city-innovazione tecnologica ha un suo fondamento, dall’altro esistono numerose dimensioni di rilievo che fanno sì che la città intelligente non sia soltanto un luogo fisico sempre più connesso e digitale, ma un ecosistema dinamico e proattivo in cui pubblico, privati e cittadini contribuiscono in modo sinergico al raggiungimento di un progresso continuo e di una migliore qualità della vita.

Come valutare una smart city?

Ad aiutarci in questa analisi è l’indice Cities in Motion Index (CIMI) realizzato dalla IESE Business School, scuola numero 3 in Europa per MBA secondo la classifica stilata dal Financial Times nel 2019.

Tutti gli indicatori sono legati a uno scopo strategico il cui obiettivo è quello di implementare una nuova forma di sviluppo economico locale che prevede, tra gli altri aspetti, la creazione di una città globale, la promozione dello spirito imprenditoriale e l’innovazione.

Ogni anno sono sempre di più le città che si impegnano, in diversi ambiti, per migliorare la qualità della vita dei cittadini e la città stessa.

Quali sono gli indicatori di una città intelligente?

La classifica menzionata su si basa su diversi indicatori, quali:

  • Capitale umano: una città con una governance intelligente deve essere in grado di attrarre e trattenere i talenti, creare piani per migliorare l’istruzione e promuovere sia la creatività che la ricerca. Due parametri principali, a tal proposito, sono livello di istruzione e l’accesso alla cultura (numero di musei, galleria d’arte, teatri);
  • Coesione sociale: si riferisce al livello di coesistenza tra gruppi di persone con diverse origini, culture, età e professioni che vivono in una città. Questo indicatore richiede un’analisi di fattori quali l’immigrazione, l’efficacia del sistema sanitario, la sicurezza pubblica e l’inclusione;
  • Economia: comprende tutti quegli aspetti che promuovono lo sviluppo economico di un territorio: piani di sviluppo economico locale, piani di transizione e piani strategici di sperimentazione industriale, generazione di cluster, innovazione e iniziative imprenditoriali;
  • Governance: è il termine comunemente usato per descrivere l’efficacia, la qualità e la solida guida dello Stato in materia. In particolare, si fa riferimento alla correlazione con lo stato delle finanze pubbliche di una città o di un Paese;
  • Ambiente: lo sviluppo sostenibile di una città può essere definito come “uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni” (Commissione mondiale dell’ONU per l’ambiente e lo sviluppo, 1983). Gli indicatori selezionati includono le misurazioni delle fonti di inquinamento dell’aria e della qualità dell’acqua nelle città, che sono in grado di misurare la qualità della vita dei loro abitanti, così come la sostenibilità della loro produzione o della loro matrice urbana.
  • Mobilità e trasporti: le città del futuro devono affrontare due grandi sfide nel campo della mobilità e dei trasporti: facilitare la circolazione e l’accesso ai servizi pubblici, elementi strettamente legati all’ambiente perché vitali per la sostenibilità delle città nel tempo. Uno degli aspetti più importanti è costituito dalle esternalità che vengono generate nel sistema produttivo, sia per la necessità della forza lavoro, sia per la necessità di uno sbocco per la produzione;
  • Pianificazione urbana: la pianificazione urbana ha diverse sottodimensioni ed è strettamente legata alla sostenibilità. Per migliorare l’abitabilità di qualsiasi territorio, è necessario tenere conto dei piani regolatori locali e della progettazione di aree verdi e spazi a uso pubblico, oltre che optare per una crescita intelligente. Diversi aspetti relativi ai piani urbanistici, alla qualità delle infrastrutture sanitarie e alle politiche abitative sono incorporati come indicatori di questa dimensione;
  • Sensibilizzazione internazionale: le città che vogliono progredire devono assicurarsi un posto privilegiato nel mondo. Il mantenimento dell’impatto globale implica il miglioramento del marchio della città e il suo riconoscimento internazionale attraverso piani strategici per il turismo, l’attrazione di investimenti stranieri e la rappresentanza all’estero;
  • Tecnologia: è un aspetto della società che migliora la qualità della vita attuale, e il suo livello di sviluppo o di diffusione è un indicatore della qualità della vita raggiunta o della qualità della vita potenziale. Inoltre, lo sviluppo tecnologico è una dimensione che permette alle città di essere sostenibili nel tempo e di mantenere o estendere i vantaggi competitivi del loro sistema di produzione e la qualità dell’occupazione;

Le 5 città del futuro

In base ai fattori appena analizzati, ecco le cinque smart city secondo la classifica della IESE Business School:

Londra

La capitale e la città più popolosa del Regno Unito occupa il primo posto nella classifica generale. La capitale britannica ospita più start-up di quasi tutte le altre città del mondo e dispone di una piattaforma dati aperta (London Datastore) che viene utilizzata da più di 50.000 persone, aziende, ricercatori e sviluppatori ogni mese.

La sua innovazione in materia di trasporti l’ha portata a installare i cosiddetti “Heathrow pods”, capsule che funzionano come mezzo di transito per il collegamento con l’omonimo aeroporto, uno dei più trafficati del pianeta.

Il suo investimento nel trasporto pubblico sta portando avanti uno dei più grandi progetti di costruzione d’Europa (il progetto Crossrail), che mira ad aggiungere 10 nuove linee ferroviarie alla città per il collegamento con 30 stazioni già esistenti.

New York

Si tratta di uno dei più grandi e popolati agglomerati urbani del mondo ed è la seconda città più densamente popolata del Nord America (dopo Città del Messico). È al secondo posto nella classifica generale tra smart city, ma gode della posizione di leader economico.

New York, infatti, è la città con il PIL più alto ed è il centro economico più importante del mondo, con le sue quasi 7.000 aziende ad alta tecnologia e si distingue per i suoi servizi tecnologici integrati, come il servizio Wi-Fi gratuito LinkNYC.

Amsterdam

Capitale dei Paesi Bassi, è la più grande città del paese e un centro finanziario e culturale con una presenza internazionale. La combinazione di tecnologia finanziaria, efficienza energetica e cultura la rende un’importante potenza europea.

Circa il 90% della sua popolazione possiede una bicicletta e dispone di un sistema avanzato di servizi automatizzati per l’uso pubblico di biciclette condivise. Inoltre, ha presentato un progetto per vietare le auto a benzina e diesel entro il 2025 e diventare così la prima città europea a emissioni zero.

Parigi

La capitale francese è il più importante centro finanziario d’Europa, al centro del quale si trova la sede di quasi la metà dei più grandi centri finanziari francesi e la sede centrale di 20 delle 100 maggiori aziende del mondo.

La Città dell’amore lavora per promuovere il trasporto pulito attraverso l’uso di biciclette e veicoli elettrici. Attraverso l’applicazione dell’Internet of Things, cerca di ottimizzare i flussi di persone e veicoli in città.

Il progetto “Grand Paris Express” è una delle più grandi revisioni dei trasporti in Europa, che ripenserà e ridisegnerà la rete dei trasporti metropolitani della città, aggiungendo 200 chilometri di nuove linee ferroviarie e 68 stazioni interconnesse completamente nuove, il tutto automatizzato al 100%.

Reykjavik

La città più popolosa dell’Islanda è la capitale del paese, nonostante sia una delle “città più piccole” sin dalla sua incorporazione nel CIMI, si è distinta occupando la quinta posizione nella classifica generale e, per il secondo anno consecutivo, il primo per quanto riguarda la dimensione ambientale.

Oltre il 99% della produzione di energia elettrica e quasi l’80% della sua produzione totale di energia proviene dall’energia idroelettrica e geotermica, che rende i suoi edifici “green”.

Reykjavík ha presentato un documento di politica climatica con un
piano d’azione in cui vengono stabiliti gli obiettivi per una città con zero emissioni di carbonio entro il 2040.

Conclusioni

Non esiste un modello unico di città intelligente, né una strada migliore delle altre per trasformare una città tradizionale in un’area urbana innovativa e basata su nuovi concetti di crescita e sviluppo.

A livello mondiale ci sono diversi casi di smart cities e tutti sono validi esempi di come si può rendere più efficiente, pulita, vivibile e funzionale una città di qualsiasi dimensione.

A fare la differenza è il ruolo che si assegna ai cittadini, o alle organizzazioni sociali, alle nuove tecnologie, alla burocrazia, alle imprese o all’amministrazione pubblica.

In realtà, sono tutti attori che dovrebbero concorrere assieme alla progettazione e allo sviluppo di una smart city, perché solo così si può garantire un posto di rilievo, tra gli obiettivi primari, all’inclusione sociale, tecnologica ed economica di tutti.

Guest post di Manuele Natale di Minnovo

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