Valencia sostenibile

Valencia, un modello di sostenibilità

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Valencia, cuore della Comunità Valenciana, è una città situata sulla costa sud-orientale della Spagna che negli ultimi anni ha assistito ad un sostanziale cambiamento all’insegna della mobilità sostenibile.

La città collocata alla foce del fiume Turia presenta una popolazione che supera i due milioni di cittadini se si considera anche la vastissima area metropolitana che conta da sola quasi i 3/4 dei valenciani.

Alle origini del cambiamento

Per comprendere l’attuale Valencia è necessario tornare agli anni ’50, precisamente al 1957 quando ci fu una piena del fiume Turia che devastò la città.

Gli architetti e urbanisti pensarono bene di risolvere il problema con un metodo “naturale”, deviando il percorso del fiume e lasciando il posto ad un ampio letto di lembo di terreno.

Negli anni a venire, fino al 1986, la zona fu oggetto di riqualificazione con palme, aranci, pini, piante aromatiche, nonché fontane e stagni dando vita all’immenso Jardìn de Turia, il polmore verde di Valencia.

Il Jardìn de Turia percorre tutta la città della Comunitat e si presenta come uno scenario ideale per stare all’area aperta, fare attività fisica abbeverandosi alle fontane d’acqua potabile, nonché andare in monopattino o bicicletta.

L’artefice del cambiamento

Uno dei grandi protagonisti della svolta sostenibile di Valencia è l’assessore italiano alla mobilità del Comune di Valencia Giuseppe Grezzi.

Il percorso cittadino presenta oltre 40 vie ciclabili (più di 150 km di piste cittadine). Si fa massiccio un uso di bike sharing targate Valenbisi, che presenta diverse stazioni in cui è possibile prendere questo mezzo di trasporto che rispetta l’ambiente.

La città conta 275 stazioni con oltre 2750 biciclette, disponibili 365 giorni all’anno e 24 ore al giorno. Sicuramente, la soluzione della bicicletta è l’ideale per i turisti che intendono visitare la città, senza prendere i tradizionali mezzi di trasporto come tram e metropolitane.

Dal 1988 ad oggi Valencia ha investito parecchio nella mobilità alternativa creando una rete di trasporto pubblico, che consta di 6 metropolitane e 3 tram.

Stesso discorso anche per i monopattini elettrici, estremamente diffusi, e utilizzati dai valenciani e non di tutte le età per recarsi da casa al luogo di lavoro oppure per nei momenti liberi.

La grande attenzione per la sostenibilità la si coglie anche nei particolari. Per esempio, il Comune ha scelto di sostituire il gelso bianco nella variante Morus Alba con il Morus Alba fruitless.

La scelta è significativa perché la seconda varietà non produce frutti a differenza della prima, presenta foglie più grandi e garantisce una zona d’ombra migliore che mitiga gli effetti dello stress termico.


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