Industrie che inquinano

Quali industrie inquinano di più?

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L’inquinamento provocato da alcune tipologie di industrie è una delle grandi piaghe del XXI secolo che determina la morte di ben 9 milioni persone ogni anno.

Le emissioni di CO2 (anidride carbonica, metano, protossido di azoto) alimentano l’effetto serra e il riscaldamento globale, alzano le temperature medie della Terra.

Come affermato da Philip Landrigan, esperto del Boston College, l’inquinamento colpisce per il 92% i paesi poveri mietendo molte vittime tra i bambini.

In questo post vogliamo raccontare quali sono le industrie che inquinano maggiormente il nostro pianeta e come possiamo agire per limitare le emissioni di CO2.

Settore petrolifero

Al primo posto nella classifica delle industrie c’è il settore petrolifero.

Il petrolio, definito anche “oro nero”, è stato una grande scoperta in quanto lavorabile ed usabile per realizzare tantissimi prodotti.

Produce tanta ricchezza ad un paese e dona lavoro a tantissime persone.

Però, non è oro tutto quel che luccica perché l’oro nero è una delle principali cause dell’inquinamento globale.

In che modo inquina il petrolio?

L’estrazione di idrocarburi dal sottosuolo avviene tramite la trivellazione in aree chiamate “pozzi petroliferi” disseminati dal Medio Oriente al Sud America.

L’ambiente viene contaminato in 2 modi:

  1. Sistematico, le petroliere pompano acqua nelle cisterne per il viaggio di ritorno dopo la consegna del greggio alle raffinerie. Successivamente, l’acqua contaminata viene sversata in mare durante le operazioni di lavaggio delle cisterne.
  2. Accidentale rappresenta la fuoriuscita incontrollata di petrolio causata da collisioni, incendi o esplosioni. Ha un impatto gravissimo per l’ambiente distrugge ecosistemi marini e litorali.

Ecco alcuni prodotti realizzati con il petrolio e in contrapposizione cosa possiamo usare per salvare il pianeta:

  • Centrali elettriche o a carbone – Pannelli fotovoltaici o eolico
  • CD – Servizi di musica e giochi in digitale o streaming
  • Buste di plastica – Buste in Cotone o bioplastica 100%
  • Bottiglie di plastica – Depuratori fontane o bottiglie di vetro
  • Vaschette in alluminio usa e getta – Frigoverre in vetro
  • Montatura occhiali plastica – Occhiali bioplastica caffè e lino
  • Conservanti alimentari – cibi bio o realizza il tuo piccolo orticello
  • Insetticidi – Usa solo rimedi naturali come il caffé

Questi sono solo alcuni dei prodotti.

Dai un’occhiata alla nostra sustainable list per cambiare con le tue azioni il nostro mondo e condividere il messaggio del cambiamento climatico.

https://www.instagram.com/p/B0Q-ZUYCrdk/

Settore della moda

Al secondo posto tra le industrie più inquinanti abbiamo l’industria del fashion.

Perché?

I capi di abbigliamenti sono realizzati perlopiù in materiale plastico, fibre come il poliestere, viscosa, polietilene etc.

Spesso, siamo invogliati a comprare vestiti per il prezzo di 3-5 euro, ma proprio questo sistema ci sta distruggendo.

La moda del consumismo sfrenato e senza regole ha rovinato persino il nostro mare. Infatti, le microfibre di questi abiti finiscono nei nostri oceani intaccando l’ecosistema marino e rovinando l’equilibrio della natura.

Inoltre, fanno male anche alla nostra salute, contengono ftalati, formaldeide, metalli pesanti, solventi e coloranti, sostanze particolarmente nocive.

Ogni anno tale industria produce 98 milioni di tonnellate di risorse non rinnovabili, 93 miliardi di metri cubi di acqua e circa 1.2 miliardi di tonnellate di CO2.

Non finisce qui!

Secondo uno studio realizzato dalla UE, il 7-8% delle patologie dermatologiche è dovuto a quello che indossiamo.

Il Sistema europeo di allerta rapido per i prodotti non alimentari posiziona l’abbigliamento al primo posto della classifica per elementi chimici pericolosi.

La soluzione è controllare sempre l’etichetta dei prodotti, vedere se sono usate fibre plastiche e successivamente procedere all’acquisto solo di vestiti in fibre naturali come il cotone, la lana, la fibra di eucalipto e la seta per fermare l’enorme inquinamento della moda.

Settore alimentare

Al terzo posto troviamo l’industria alimentare per il consumo di carni e prodotti caseari.

L’aumento della spesa nel settore soprattutto delle carni, come già visto nel caso dell’Amazzonia comporta la richiesta di nuove aree coltivabili alimentando il fenomeno della deforestazione.

L’allevamento di animali da macello è responsabile da solo del 15% del totale di tutte le emissioni di gas a effetto serra.

La soluzione è limitare il consumo di carni e prodotti di origine animale preferendo cibo di origine vegetale.


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