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I termovalorizzatori arrecano danni alla salute? - Climate change is real
termovalorizzatori arrecano danni alla salute

Come termovalorizzatori creano danni alla nostra salute?

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La politica italiana ha discusso a lungo sul ruolo dei termovalorizzatori e in generale sul tema dei rifiuti circa il loro smaltimento.

L’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini affermò che i bambini con lo stop dell’inceneritore di Acerra respireranno roghi tossici dei rifiuti che non saranno raccolti. Inoltre, dichiarò che sarebbe servito in Campania un inceneritore in ogni provincia perché giova alla salute e all’economia.

Cerchiamo di fare chiarezza e vediamo se i termovalorizzatori costituiscono un impatto negativo per la nostra salute.

Gli inceneritori sicuramente producono emissioni che non giovano al nostro ambiente, ma che possono essere filtrate prima della loro esposizione.

Il metodo di filtrare le particelle prima della loro esposizione e di sostituire le discariche con inceneritori è stato realizzato ad Amburgo, in Germania, permettendo la produzione di energia per le abitazioni a partire dai rifiuti.

Il termovalorizzatore di Amburgo è efficace?

I cittadini di Amburgo hanno protestato a lungo prima che fosse messo in funzione l’inceneritore e per convincerli è stata realizzata anche una piscina comunale.

L’aria prodotta dall’inceneritore viene filtrata, ma rilascia comunque sostanze come il PM10, monossido di carbonio, ammoniaca, carbonio organico e ossidi di azoto.

Nel 2011, è stata realizzata un’indagine per valutare i rischi della salute riguardo agli inceneritori in Emilia Romagna, non trovando correlazione con tumori e mortalità, ma solo la stima di incidenza dei linfomi non Hodgkin a Modena.

Si è riscontrato invece, un aumento delle nascite premature.

È un sistema green?

No, è un sistema antiquato. Per essere green non deve produrre inquinamento.

L’inceneritore può risultare utile prima di procedere alla transizione della riciclabilità al 100%, ma è una fase che va presto superata.

Non si deve ricorrere a termovalorizzatori o inceneritori per smaltire i rifiuti, bensì si devono creare prodotti con materiale riciclabile al 100%, come ad esempio la carta ed il vetro.

Ciò che troviamo in termovalorizzatori e inceneritori sono perlopiù plastica, metalli e poliaccoppiati, tutti prodotti non differenziabili.

Sostituire la plastica con la bioplastica, come fatto da Sant’Anna, già potrebbe essere una soluzione green, meno costosa e più efficace per garantire il passaggio alla green economy e un futuro sostenibile.

Quale è la tendenza nel mondo sullo smaltimento dei rifiuti?

Secondo i dati Eurostat, il 47% dei rifiuti viene riciclato o compostato.

Germania ed Austria sono in cima alla classifica dei paesi che riciclano di più.

Nei paesi dell’est e a sud dell’Europa l’utilizzo delle discariche rappresenta ancora il metodo principale per la gestione dei rifiuti.

Lo smaltimento in discarica è quasi inesistente nei paesi del nord-ovest dell’Europa (Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Germania, Austria, Finlandia), che gestiscono i rifiuti urbani soprattutto attraverso l’utilizzo di inceneritori e metodi di riciclo.

Il Nord America predilige la discarica classica (54,3% dei rifiuti) e il riciclo (33,3%), le Americhe del Sud e Centrale prediligono le discariche (68,5%), e non è raro l’abbandono (26,8%).

L’Asia meridionale abbandona i rifiuti a cielo aperto (75%), l’Asia Orientale e Pacifica è forte nelle discariche (46%), ma anche fa un ricorso generoso all’incenerimento (24% dei rifiuti prodotti).

L’Africa Settentrionale ricorre soprattutto all’abbandono all’aperto (52,7%) o in discariche (34%).


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