cos'è il cambiamento climatico e storia terra

Cos’è il cambiamento climatico e la storia della Terra

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In questo blog post, vi racconterò cos’è il cambiamento climatico.
Analizzeremo come viene studiato e sono argomentate tesi su questo argomento in ambito storico.

Vedremo infine la storia climatica della Terra dal periodo dell’Antropocene sino ai giorni nostri.

Cos’è il cambiamento climatico?

I cambiamenti climatici sono mutazioni del clima terrestre che cambiano parametri ambientali e climatici in valori quali:

  • temperature terre e oceani
  • distribuzione e sviluppo di piante e animali
  • condizioni atmosferiche

In particolare esistono varie mutazioni climatiche dovute a un surriscaldamento del pianeta, oppure a un raffreddamento improvviso della Terra.

Tutti questi fenomeni possono essere ciclici o duraturi nel tempo e classificati in ere geologiche.

Sono numerosi gli studi sul clima effettuati da organizzazioni scientifiche che si occupano del monitoraggio ambientale.

Durante queste ricerche grazie ai campioni fossili e sedimenti sui fondali marini è stato possibile ricavare tracce della storia e tracciare i mutamenti dei valori ambientali e ricavarne dati utili per comprendere l’andamento di oggi.

Ma il clima è stato sempre in continuo mutamento?

Gli scienziati sono giunti a numerose conclusioni come quella che i cambiamenti climatici avvengano in milioni di anni e che il clima di oggi sia cambiato rapidamente rispetto al passato, salvo periodi passati dove si sono avute alterazioni della luce solare e eruzioni vulcaniche forti.

Lo studio della storia climatica si avvale di metodi indiretti che, prendendo spunto da elementi di tipo astronomico, geologico, glaciologico e biologico che consentono di estrapolare teorie sugli andamenti climatici dei tempi antichi.

Solo negli ultimi 150 anni disponiamo di misure estese, continue ed oggettive tali da fornire una precisa quantificazione dei fenomeni a livello planetario.

Le deduzioni a cui la scienza è giunta portano alla raffigurazione di scenari climatici caratterizzati da ampia variabilità a causa di fenomeni non sempre ben definiti. In sintesi si parla di variazioni nella temperatura del pianeta, rispetto a quella odierna, tra i + 5°C ed i –10°C.

Tali oscillazioni hanno determinato, di volta in volta, scenari variabili dalla desertificazione alle ben note glaciazioni.

Dal 1850 ad oggi, il clima cambia e sta cambiando sempre più velocemente e quest’ultimo è colpa dell’effetto serra provocato dall’uomo.

I gas serra giocano un ruolo importante nell’andamento climatico, sono termo-regolatori, controllano il flusso di energia nell’atmosfera terrestre e contribuiscono alle fasi di raffreddamento e riscaldamento terrestre.

L’atmosfera quindi è fondamentale per controllare la vita sul pianeta e una piccola variazione dell’ossigeno in essa presente potrebbe cambiare le carte in tavola.

Storia climatica della Terra

Nell’epoca del Pleistocene circa 2 milioni di anni fa la Terra era in piena epoca glaciale con America del Nord ed Europa immerse tra i ghiacci.

Tra il 6000 a.C.-2000 a.C. nota come “Fase atlantica”, più calda della precedente.

In Europa le temperature medie salgono fino a 4 °C sopra quelle attuali e si mantengono stabilmente alte.

il Mare Artico era probabilmente libero dai ghiacci durante l’estate e così questo clima caldo favorì lo sviluppo delle culture dell’Età del bronzo nel Nord Europa.

Intorno al 2000 a.C.-500 a.C avviene la cosiddetta “Fase sub-boreale” con un ritorno a un clima più freddo e piovoso.

I ghiacci riprendono ad avanzare. Le temperature scendono gradualmente fino al 1300 a.C. circa, quando ricominciano a salire.

Successivamente a questo periodo abbiamo l’epoca Romana, uno dei periodi più caldi della storia climatica e che permise la crescita di numerose specie vegetali e vide la fioritura e linfa dell’impero.

Nell’800-1300, il cosiddetto “Periodo caldo medievale”. vide temperature alte, fino a 2 °C sopra il livello attuale, e clima nella norma.

Si arrivò a coltivare la vite e altri alberi di frutto in Norvegia e altri paesi scandinavi.

Grazie all’aumento delle aree coltivabili la popolazione dell’Europa quadruplicò durante questo periodo.

Nel 1300-1850 vi fu la “Piccola era glaciale” caratterizzata da un clima freddo e instabile e che favorì il ripetersi di carestie ed epidemie e mostrò un progressivo avanzamento dei ghiacciai su tutta l’Europa.

Il 1709 fu l’anno nero a causa di nubi di cenere e gas che raffreddarono il pianeta come durante l’eruzione del Tambora a inizio 1800.

Veniamo infine al periodo della rivoluzione industriale sino ai giorni nostri, ecco di nuovo un aumento delle temperature e ritiro dei ghiacciai.

Sicuramente il periodo con temperature medie registrate più alto di sempre da quando sono schedate.

Infatti dalla rivoluzione industriale, l’uomo ha iniziato a costruire e cimentarsi in tante applicazioni tecnologiche e innovative che hanno migliorato la nostra vita ma comportato però un problema sul rispetto delle risorse della Terra.

Conclusione

La natura è stata violentata e subisce violenze ancora oggi, non siamo capaci di creare un’economia circolare.

L’economia delle industrie e dei nuovi movimenti progressisti ha allontanato il pensiero degli ambientalisti ed oggi dobbiamo creare un nuovo umanesimo per fermare lo scioglimento dei ghiacciai.

Altrimenti il mondo apparirà diverso da come lo hanno lasciato i nostri figli.

Il pensiero degli scienziati è che il clima è sempre cambiato ma non così velocemente.


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