Mar Mediterraneo

Come sta il Mar Mediterraneo?

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Il Mar Mediterraneo o come lo chiamavano gli antichi romani “mare nostrum”, bagna le coste di Europa, nord Africa e Asia occidentale.

In passato questo mare ha vissuto intense battaglie e conquiste causa di morti in lunghe e sanguinose guerre navali che hanno lasciato molti ordigni inesplosi sotto la sabbia, che attendono ancora oggi di essere scovati.

Oggi, la storia del Mediterraneo fa da sfondo a scenari diversi. Non più guerre di espansioni e territori di conquista, ma ricerca di porti sicuri per sfuggire alla miseria e vivere degnamente.

Ma racconta anche storie di indifferenza verso l’ambiente, dell’incapacità dell’uomo di aver cura di se stesso e di ciò che lo circonda.

Luogo selvaggio di incuria, dove l’uomo deposita i suoi rifiuti verso una meta indefinita e dispersa nel nulla.

Il mare porta il peso dell’inciviltà umana.

Facile è imbattersi in mozziconi di sigarette, bottiglie e imballaggi di plastica ed ogni sorta di rifiuto per la pigrizia ed indifferenza verso la natura.

La situazione delle coste italiane

In Italia la situazione non è affatto buona.

Il report WWF 2019 ha sancito che in media finiscono ogni minuto più di 33 mila bottiglie di plastica nel “Mare Nostrum”.

L’Italia è il maggiore produttore di manufatti in plastica dell’area mediterranea e il secondo più grande produttore di rifiuti.

Nel 2016, si stimano 53.000 tonnellate di rifiuti plastici sono state disperse nel Mar Mediterraneo, tanto che le zone costiere italiane registrano tra le più elevate concentrazioni di rifiuti plastici.

Nelle acque marine italiane si riscontra una diffusa concentrazione di microplastiche.

Portici in provincia di Napoli registra il più alto numero di residui plastici stando alla ricerca di Greenpeace, CNR-ISMAR e UNIVPM.

Le località balneari sono alle prese con malfunzionamenti di condotte, depuratori vecchi o mai usati e continue strane macchie e schiuma in mare.

L’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) effettua ogni anno campionamenti per verificare lo stato di salute del nostro mare.

Il numero più alto di acque di scarsa qualità appartiene alla Calabria, che ha ben 22 lidi vietati, quasi il doppio della Campania e della Sicilia al secondo posto, con 12 spiagge ciascuna. Segue l’Abruzzo (10 spiagge), le Marche (con nove) e la Lombardia (con sette spiagge di lago).

Pensiamo alle conseguenze!

Quando ai telegiornali si sentono notizie di come la natura ha distrutto isole, alberi, abitazioni siamo disperati solo al pensiero di trovarci lì in quella situazione.

Perciò dobbiamo pensare di far diventare il Mar Mediterraneo, il “Mare nostrum” della ricerca di armonia con la natura e tutto ciò che ci circonda, non facendo a lei cioè che non vorreste sia fatto a noi.


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