Funghi Espresso

Spazio alle startup green: Funghi Espresso

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Fondo di caffè come substrato per la coltivazione. Questa è l’idea alla base della startup green di cui parleremo oggi: Funghi Espresso.

L’idea dei fondatori Antonio Di Giovanni e Vincenzo Sangiovanni è quella di riutilizzare la grande quantità di fondi di caffè utilizzata ogni anno in bar e ristoranti.

 

La storia di Funghi Espresso

Il viaggio della startup toscana nasce nel 2013 in seguito alla ricerca condotta da Rossano Ercolini, coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori. Da quello studio nacque il progetto pilota di educazione ambientale ad opera di Antonio Di Giovanni, dal titolo “Dal caffè alle proteine”.

Il focus del progetto era il fondo di caffè come substrato per la coltivazione.

Mancava solo l’ultimo step per la nascita di Funghi Espresso: l’incontro con l’architetto Vincenzo Sangiovanni e con l’imprenditore giapponese Tomohiro Sato.

Da quel momento, era il 2014, la startup ha ricevuto i seguenti premi e riconoscimenti:

  • “Miglior progetto di qualità” all’interno dell’Incubatore Universitario Fiorentino (Impresa Campus Unifi) – Anno 2014
  • Premio startup innovativa nell’ambito del Tour delle buone pratiche a Rifiuti Zero organizzato dal Centro di ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori e dall’associazione Zero Waste Italy – Anno 2014
  • “Migliore buona pratica in Toscana” nel concorso “Call for ideas Toscana” – Anno 2014
  • Tra le 25 startup agricole più innovative in Italia secondo il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) – Anno 2015
  • Partecipazione ad EXPO 2015 con uno stand

Dal 2016 al 2019 ha collaborato con l’Istituto Tecnico Agrario di Firenze per la coltivazione di funghi sperimentali contando sull’appoggio degli studenti.

Da ottobre 2019 Funghi Espresso si è trasferita nel comune di Scandicci stringendo una partnership con la cooperativa il Giglio del Campo e B-Cargo Bike.

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Il modello della Blue Economy

Il principio sostenibile che ha dato vita alla startup è quello della Blue Economy teorizzata dall’economista Gunter Pauli.

Nelle aziende come Funghi Espresso che si ispirano a questo modello economico gli scarti dei cicli produttivi possono diventare una risorsa per creare nuova energia, ricchezza e posti di lavoro.

C’è una dimensione olistica nell’approccio economico della Blue Economy in quanto ogni settore produttivo è inserito in una rete in grado di creare nuovo valore partendo dalle eccedenza di un nodo del network.

In questo modo il processo produttivo che si viene a creare rientra nei canoni dell’economia circolare e del zero waste.

https://www.youtube.com/watch?v=JfjsKyOus6w
Il modello di Funghi Espresso

Inoltre, la coltivazione avviene con il minor consumo di spazio perché i funghi vengono coltivati in verticale garantendo un riutilizzo del fondo di caffè come compost del sottosuolo. Ovviamente, il processo non richiede l’utilizzo di prodotti chimici.

 

Kit funghi Pleurotus

Sono 3 le tipologie di funghi acquistabili nel negozio online:

  • Ostreatus
  • Djamor
  • Cornucopiae

 

Coltivare funghi in casa con il fondo di caffè

Nell’homepage viene indicato il processo di coltivazione dei funghi venduti dall’azienda.

Ecco i 6 passaggi da compiere se acquisti un kit di Funghi Espresso:

  • segui le indicazioni sulla confezione tagliando la parte tratteggiata e facendo un’incisione a X sul sacchetto presente al suo interno
  • immergi il sacchetto in una bacinella d’acqua per circa 12 ore
  • poni il sacchetto nella confezione lontano dalla luce e da fonti di calore. La temperatura ideale oscilla tra i 15 e i 25 gradi.
  • innaffia la confezione per 3 volte durante la giornata; in alternativa puoi lasciare uno straccio bagnato sotto la stessa
  • esegui questa operazione per una settimana; lentamente vedrai emergere i tuoi funghi Pleurotus
  • vedi le ricette sul sito di Funghi Espresso per preparare piatti gustosi

Sei rimasto affascinato dalla storia di Funghi Espresso e vorresti, anche tu, lavorare o dar alla tua startup green?

 


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