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Perché salvare le api non è una scelta, ma un dovere - Climate change is real
perché salvare le api

Salvare le api non è una scelta, ma un dovere

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In questo blog post vedremo come possiamo salvare le api.

Le api sono insetti fondamentali per il nostro ecosistema terrestre grazie all’impollinazione che permette alla pianta di produrre frutti necessari per soddisfare il fabbisogno alimentare dell’uomo e degli animali.

L’instancabile lavoro delle api, che inizia alle prime luci dell’alba proseguendo fino al tramonto, consiste nel portare il polline dei fiori nell’alveare.

Così riescono a sfamare le larve e l’uomo può ricavare il miele per le sue produzioni agroalimentari.

Tuttavia, il regno delle api è in pericolo ed è minacciato dalla fine del ventesimo secolo dal mostro dell’inquinamento e dei pesticidi.

Il pericolo pesticidi e inquinamento

L’apocalisse degli insetti per molti scienziati è già iniziata.
La colpa è da attribuire all’agricoltura intensiva con i suoi pesticidi e all’inquinamento che distrugge l’ecosistema e la biodiversità.

Gli insetti stanno sparendo a un ritmo simile alla grande estinzione di massa del Cretaceo di 65 mila anni fa.

La Confederazione Italiana Apicoltori ha stimato 10 milioni di arnie scomparse nel mondo in 5 anni.

Gli insetticidi neonicotinoidi attaccano il cervello delle api, le quali non sono in grado di determinare la rotta per tornare all’alveare e muoiono.

Uno studio di Robert Paxton, professore dell’Università di zoologia di Hall, ha evidenziato come la qualità dell’impollinazione è migliore nelle città che nelle campagne.

Probabilmente, le campagne sono diventate tossiche per api e non sono più luoghi salutari a causa dell’uso massiccio di pesticidi e dell’inquinamento agroalimentare.

In particolare, i pesticidi distruggono le api, gli insetti impollinatori, gli invertebrati del suolo e dell’acqua.

La soluzione adottata dagli apicoltori per salvare le api è trasferirle in un luogo senza pesticidi.

Un mondo senza api come sarebbe?

Senza il lavoro compiuto dalle api non sarebbe possibile avere la stessa portata alimentare. Inoltre, i costi per impollinazione artificiale sarebbero più elevati.

Gli unici alimenti presenti sulle nostre tavole in un mondo senza api sarebbero:

  • il mais e il grano impollinato dal vento
  • le banane impollinate dai pipistrelli
  • l’ananas impollinato dal colibrì
  • il cacao impollinato dalle zanzare

Pensate che l’84% delle specie vegetali e il 76% della produzione alimentare dipende dall’impollinazione. Il valore di mercato è di 14 miliardi all’anno.

Già oggi si riscontrano problemi riguardanti impollinatori nelle serre e terre coltivate, perciò molte aziende agricole ricorrono a scatole di impollinatori.

Ad esempio, i bombi sono acquistati per impollinare il pomodoro e terminato il loro lavoro vengono dispersi nell’ambiente.

Una situazione peggiore si registra a Xichuang, in Cina, dove per far crescere i frutti gli operai devono farlo manualmente, fiore dopo fiore poiché sono già scomparse le api.

La moria delle colonie sta avviando di conseguenza una sperimentazione di api robot o droni per impollinare come accade già a Walmart.

Tuttavia, la tecnologia non potrebbe comunque colmare il vuoto nell’ecosistema determinato dalla scomparsa delle api.

Cosa possiamo fare per salvare le api?

Per salvare le api dobbiamo cambiare il nostro modo di coltivare praticando biologico e scegliendo disinfettanti e antiparassitari naturali per le colture. Basta pesticidi!

Non solo, facciamo un altro regalo alle nostre amiche api.

Mettiamo sul nostro terrazzo o nel giardino queste piantine per nutrirle:

  • lavanda
  • tulipano
  • rosmarino
  • erba cipollina
  • salvia
  • girasole
  • basilico
  • crisantemo
  • malva
  • timo

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