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Dubbi sullo smaltimento della bioplastica - Climate change is real
bio plastica

Dubbi sullo smaltimento della bioplastica

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La bioplastica è un materiale ottenuto da fonti rinnovabili, ossia gli scarti di materiale organico o umido e da fonti fossili come il petrolio.

Il processo di realizzazione di tale materiale è lo stesso della plastica.

La differenza sostanziale è derivata dall’uso di fonti di origine naturale e dalla capacità di essere totalmente biodegradabile e compostabile.

La società più importante che produce bioplastiche è la Novamont.

Mater bi è la innovativa bioplastica che si trova in tutti i principali supermercati derivata al 50% da fonti fossili ed al 50% da fonti rinnovabili.

Le bioplastiche sono riciclabili e compostabili al 100%?

Per essere compostabile un prodotto passa attraverso numerosi test di laboratorio.

Sono necessarie 4 misure minime per attestare la compostabilità:

  1. Oltre il 90% di biodegradazione
  2. Oltre il 90% di frammentazione
  3. Assenza di effetti negativi nel processo di compostaggio
  4. Bassi livelli di metalli pesanti e residui del compost finale

Inoltre, l’enorme mole di rifiuti che si riversa in mare ha reso necessari test sia in terreno agricolo che sabbioso come la spiaggia.

Nel processo di analisi nel caso del Mater bi si è riscontrata la scomparsa del materiale dopo 9 mesi dall’inizio del test sotto la sabbia umida.

La bioplastica è una soluzione efficace per eliminare la plastica?

La bioplastica è un rimedio efficace per sostituire la plastica ma solo se il loro processo di produzione è realizzato a partire da fonti 100% rinnovabili.

Dal punto di vista ambientale continuare ad utilizzare il petrolio, seppure in maniera parziale nella produzione del materiale, è pesante in termini di CO2. Non abbandonare i combustibili fossili non risolverà mai i problemi del surriscaldamento globale.

Un altro grattacapo è legato alla richiesta di terreni coltivabili per realizzare il compost organico in quanto serviranno tanti ettari per soddisfare la richiesta di riciclo del materiale e ciò potrebbe comportare processi di deforestazione.

Inoltre, gli addetti alla raccolta differenziata non sono preparati e formati per riconoscere la plastica dalla bioplastica.

Non ci sono impianti di smaltimento adeguati o con le attrezzature giuste per procedere alla preparazione del compost nel processo finale di riciclo.

Il risultato finale è raccapricciante: la bioplastica finisce nell’indifferenziata.

Conclusione

La bioplastica rappresenta una grande risorsa produttiva se prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili.

Come shopper per la spesa e packaging di prodotti alimentari abbiamo il cotone organico e la carta che sono naturali al 100% e non comportano troppi danni all’ambiente essendo semplici da riciclare e più sicuri anche dal punto di vista alimentare.


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