Pasta spaghetti

Alla scoperta della pasta ecologica e senza pesticidi

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In questo post analizzeremo nel dettaglio la pasta, base dell’alimentazione, per scoprire come viene realizzata, se sono usati prodotti chimici come i pesticidi e il glifosato e l’impatto della produzione per l’ambiente.

Perché i pesticidi ed in particolare il glifosato ed il don fanno male alla nostra salute?

In genere con il termine pesticidi si racchiude l’intera famiglia di prodotti fitosanitari, pesticidi ed erbicidi usati nell’aria, acqua e terreno.

Gli studi dell’ISDE (Società internazionale dei medici per l’ambiente) hanno sottolineato una predisposizione a determinate malattie per gli agricoltori.

Uno degli organi più colpiti è il cervello. 

Negli agricoltori è stato notato in misura maggiore l’insorgere di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, problemi agli apparati riproduttivi, casi di malformazioni, patologie autoimmuni e metaboliche. 

Secondo la ricerca ci sarebbero prove di ricadute negative anche sulla salute delle persone che vivono nei pressi di aree dove i pesticidi sono utilizzati, fabbricati o smaltiti.

Il glifosato è il diserbante più usato al mondo in agricoltura per eliminare le erbe infestanti, inserito dallo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro nella lista dei probabilmente cancerogeni.

In alcune analisi epidemiologiche dello IARC, il glifosato è stato associato al linfoma non-Hodgkin, e sottoposto agli animali porterebbe ad una mutazione genetica.

L’EHCA (l’Agenzia europea per le sostanze chimiche) ha ribadito la possibilità che causi anche danni agli occhi e sia tossico per flora e fauna negli ambienti acquatici.

Il don è una delle principali e più dannose malattie del frumento tenero e duro ed è causata da varie specie fungine dovuta alle piogge ripetute e incessanti durante il periodo della spigatura e maturazione, indicata dalla presenza di micotossine nella granella.

Conseguenza dei cambiamenti climatici è l’aumento di questo fenomeno con la diminuzione del raccolto e della qualità del prodotto.

Quali sono le migliori paste italiane?

La rivista “Il salvagente” ha analizzato 22 confezioni di pasta ed ha attribuito un voto alla qualità basando la propria indagine proprio sull’impiego dei pesticidi in agricoltura.

I voti dal 9 al 10 indicano pasta di qualità eccellente:

  1. De Cecco e De Cecco integrale: voto 9,8 e 9,5
  2. Voiello 100% grano aureo: voto 9,5
  3. Molisana: voto 9,5
  4. Rummo: voto 9,1 
  5. Alce nero Bio: voto 9

Pasta di qualità ottima:

  1. Garofalo integrale: voto 8,9
  2. Rummo Bio integrale: voto 8,9
  3. De Cecco Bio: voto 8,8
  4. Coop Bio: voto 8,7
  5. Buitoni: voto 8,7

Pasta di qualità buona:

  1. Barilla Bio: voto 7,5
  2. Pasta di qualità media:
  3. Barilla 5 cereali: voto 6,9
  4. Garofalo: voto 6,7
  5. Esselunga: voto 6,5
  6. Barilla: voto 6,4
  7. Divella: voto 6,3
  8. Coop: voto 6,2
  9. Granoro: voto 6,1
  10. La Molisana integrale: voto 6

Pasta di mediocre qualità:

Del Verde: voto 4,5

Pasta di scarsa qualità:

  1. Combino (Lidl): voto 3,5
  2. Tre Mulini (Eurospin): voto 3

La classifica può variare a seconda del tipo di pasta analizzata, ad esempio vediamo i dati forniti dall’analisi degli spaghetti di alcune note marche:

Il risultato dell’analisi in ordine dal migliore al peggiore secondo il mensile che tutela i diritti dei consumatori è il seguente:

  1. Rigorosa Pasta di Gragnano, prezzo medio al kg: 3,82 euro
  2. Alce Nero Grano duro biologico, prezzo medio al kg: 4,32 euro
  3. Saper di sapori Selex, prezzo medio al kg: 1,68 euro
  4. La Molisana, prezzo medio al kg: 2,08 euro
  5. Voiello, prezzo medio al kg: 2,46 euro
  6. Fior Fiore Coop Pasta di Gragnano, prezzo medio al kg: 1,90 euro
  7. Barilla, prezzo medio al kg: 1,58 euro
  8. Italiamo (Lidl), prezzo medio al kg: 1,58 euro
  9. De Cecco, prezzo medio al kg: 2,48 euro
  10. Esselunga Bio, prezzo medio al kg: 1,76 euro
  11. Barilla Bio Eko, prezzo medio al kg: 3,18 euro
  12. Libera Terra il giusto del grano, prezzo medio al kg: 3,08 euro
  13. Divella, prezzo medio al kg: 1,20 euro
  14. Agnesi, prezzo medio al kg: 1,98 euro
  15. Pastificio Di Martino Pasta di Gragnano, prezzo medio al kg: 1,96 euro
  16. Delverde, prezzo medio al kg: 2,26 euro
  17. Rummo, prezzo medio al kg: 2,42 euro
  18. De Cecco, prezzo medio al kg: 3,26 euro
  19. Garofalo Pasta di Gragnano, prezzo medio al kg: 2,44 euro
  20. Pasta Reggia, prezzo medio al kg: 0,72 euro
  21. Tre Mulini (Eurospin), prezzo medio al kg: 1,18 euro
  22. Conad, prezzo medio al kg: 0,82 euro
  23. Granoro, prezzo medio al kg: 1,38 euro
  24. Pasta Jolly, prezzo medio al kg: 1,48 euro
  25. Carrefour, prezzo medio al kg: 1,10 euro

Qual è l’impatto della produzione pastificia per l’ambiente?

L’impatto della pasta per l’ambiente si concentra in ambito dei trasporti, l’uso di energia rinnovabili per la produzione, qualità bio nei campi di coltura, gli imballaggi del prodotto.

Un pastificio per produrre un chilo di pasta usa non più di 3 litri d’acqua.

L’imballaggio della pasta (6% delle emissioni di CO2 eq.) è costituito da materiali facilmente riciclabili – come il cartoncino o il classico film plastico – in modo da ridurre ancora di più l’impatto ambientale del consumo di pasta.

La fase di coltivazione del frumento duro (37% totale emissioni CO2 eq.).

Inoltre, la pasta si dimostra una soluzione ben più salubre dei tanti fast food che oggi erroneamente vengono preferiti.

Come possiamo ridurre l’impronta ecologica della pasta?

  1. Scegliere grano italiano, a km zero, senza micotossine e pesticidi è la soluzione per preservare qualità e sublimità della pasta nostrana.
  2. Utilizzare solo la quantità d’acqua necessaria, in media si stima 1 litro per 100 grammi di pasta, ma se è corta ne serve il 30% in meno (700 ml).
  3. Usare sempre il coperchio sulla pentola per far bollire l’acqua in meno tempo e consumare meno gas.
  4. Non mettere mai il sale prima che l’acqua inizi a bollire, poiché si rallenterebbe il processo di ebollizione. Utilizzare l’acqua di cottura per innaffiare le piante in balcone ed evitare di sprecare nuove risorse idriche.

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